Chocabeck // foto presentazione e articolo Ansa

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BRESCELLO (REGGIO EMILIA) – Lo zio marxista che litigava con il prete, gli anziani del paese che dopo un buon pranzo sospiravano ‘che peccato morire’, il papà che trasformava la penuria di cibo in un ‘chocabeck’, quel ‘rumore di becco’ che il piccolo Adelmo, diventato bluesman di fama, si é portato in giro per il mondo e dove ritorna ogni volta che cerca qualcosa di genuino. Sono gli ingredienti del paese immaginario protagonista del nuovo album di Zucchero, ‘Chocabeck’, che uscirà il 3 novembre ma che in un borgo emiliano – oggi in festa per l’occasione – risuona da mesi, da quando l’artista ha scelto di presentarlo a Brescello, la cittadina in cui è ambientata la saga di Peppone e Don Camillo e che assomiglia così tanto alla sua poco lontana Roncocesi.

Tanto che “‘c’é sempre stata un’affinità tra quello che vivevo e i film di Peppone e Don Camillo – racconta Zucchero, seduto alla scrivania di Peppone, custodita nel museo dedicato al celebre duo uscito dalla penna di Giovannino Guareschi -. Mio zio, detto Guerra, era un fervido marxista leninista e passava le giornate a litigare con il prete, detto Don Tagliatella per la pancia prominente. Però, nonostante le diatribe infinite, la domenica mio zio diceva ‘l’é lì da per lu” e invitava Don Tagliatella a pranzo”. Questi ricordi d’infanzia, di un tempo che fu, perché Roncocesi oggi non è più campagna, ma periferia di Reggio Emilia, costituiscono la filosofia di ‘Chocabeck’, “che presuntuosamente – dice l’autore – mi piace definire un concept album, perché con internet la musica è diventata una specie di salumeria dove si pranza con un paio d’etti di questo e quello, ma per me ci vuole una certa omogeneità di suono e tematiche”. Per il suo “album di radici”, Zucchero ha ricostruito in musica una domenica di paese, dall’alba al tramonto, con i modi di dire degli anziani e i vezzeggiativi dell’infanzia, dal Chocabeck del padre allo ‘Spicinfrin’ (bambino carino e un po’ selvatico, ndr) di nonna Diamante. L’intento – chiarisce subito – non è romantico, d’amarcord, ma risponde all’esigenza di restituire “flash, sapori, odori di un periodo con più serenità e meno arroganza”. Tra i brani, però, la goliardica ‘Vedo nero’, tra ‘odore di femmina’ e ‘luna in giarrettiera’, si presta a un salto nell’attualità del caso Ruby. “Preferisco le persone goliardiche alle mattonate irreprensibili, non vedo questa gran cosa – commenta Zucchero – se a uno piacciono le donne, però non conosco i dettagli”. Si torna alla memoria, con un altro emiliano, Francesco Guccini, coautore di ‘Un soffio caldo’, poi il viaggio prosegue con compagni come Brian Wilson, che dà un sapore alla Beach Boys ai cori di ‘Chocabeck’, e Pacifico, che ha collaborato al Elsés Tears’ il brano ‘Il suono della domenica’ per la versione internazionale dell’album, che uscirà a gennaio per Decca. Tra le firme, anche Iggy Pop, che ha trasformato la dolente ‘Alla fine’, dedicata a un amico scomparso, in ‘Too late’, e la titletrack ‘Chocabeck’ in ‘Spirit together’. Più che una traduzione, quella di Bono è una nuova canzone, “un testo di sana pianta che mi ha regalato – racconta ancora Zucchero – perché gli è piaciuta tantissimo la melodia. Credo sia partito da qualcosa di personale che l’ha fatto soffrire, non so di chi siano queste lacrime, ma so che questa canzone l’ha emozionato tantissimo e per me è un capolavoro, è il brano che mi emoziona di più e da solo rappresenta tutto l’album”.
Perché tutte le canzoni rispondono alla logica di quello che Zucchero chiama il ‘suono della domenica’, un suono cristallino, pulito, genuino, che alla batteria preferisce i tamburelli, al basso l’organo Hammond, ai fiati i flauti, i corni, e i fagotti. Più folk che blues, con tanto di banjo, mandolini, clavicembali e chitarre arpeggiate. “A 55 anni mi sento più libero, penso meno se piacerà ciò che faccio, anche se lo scopo – ammette Fornaciari – è sempre far passare un concetto”. Concetto che arriva forte e chiaro: “per andare a letto tranquillo – riflette – devi pensare al posto da cui vieni, io sto peggio quando penso a dove devo andare”. Anche quando è una vetrina internazionale come Zurigo, da dove l’8 maggio partirà il tour internazionale di ‘Chocabeck’, che arriverà in Italia il 6 giugno per cinque date all’Arena di Verona.

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